Correre. Correre per il semplice e puro piacere di farlo. Correre perchè è necessario alla propria sopravvivenza. Correre fino a quando il dolore scompare e subentra uno stato quasi euforico, una specie di effetto dopante. Correre per giorni interi senza sosta. Semplicemente correre.
Ulrich Gross fresco vincitore del Tour de Geant (un' ultramaratona - così si chiamano - durissima, quasi 300km con 23.500m di dislivello in poco più di tre giorni!) è così. Lui semplicemente corre.
Luca Delli Carri nell'articolo apparso su GQ di questo mese ne traccia un ritratto meraviglioso. Un atleta, ma soprattutto un uomo, che quando corre pensa alla sua famiglia e alle cose belle che faceva da giovane. E' una fatica disumana, ma a Ulrich la fatica piace. " E' in gara, quando inizio a non sopportarla più, che provo delle belle sensazioni. Difficile descriverle. Arriva un punto in cui il corpo ti dà una mano, ti spinge, ti lascia andare e da quel momento sei libero, la fatica sparisce e...voli."
Ulrich è così " pare correre nella nostalgia, più che nei boschi. La cosa che più si avverte è la dignità: non sorride, non cerca di piacerti, non sa cosa sia la presunzione, è un puro."
Per leggere tutta l'intervista GQ Italia, Dicembre 2010






Comments
Posted by Claudio Rizzolo on 13/12/2010 5:27pm
Bellissima la foto verticale del salto... great job! ;-)